Asociación Campesina del Valle del Río Cimitarra
:: Magdalena Medio, Colombia ::
La resa dei conti
Andrés Gil è il leader del movimento contadino del Magdalena Medio. Da 22 mesi è in carcere, accusato di ’ribellione’. Protetto dalle garanzie speciali dell’Osa, a fine mese sarà processato
Stella Spinelli / Martes 28 de julio de 2009
 

Ha sempre avuto il carisma del lider, quello ammirato, rispettato e ascoltato. Il suo sguardo fiero ma mite intimoriva i vili e consolava i più. In fuga, sempre, da minacce striscianti, affrontava di petto le paure, consapevole della sua condizione di ’dead man walking’. Andrés è un colombiano, un contadino, uno dei fondatori dell’Asociación Campesina del Valle del río Cimitarra (Acvc), e da 22 mesi in carcere. Là perlomeno i sicari non lo coglieranno nel sonno. Ma, per chi ama la giustizia e la libertà, esser messo in carcere per aver difeso i diritti dei più deboli, per aver insegnato ai lavoratori delle sperdute lande agricole del Magdalena Medio come tener testa ai paramilitari, per aver camminato anni interi con i desplazados, è un po’ come morire.

Il suo nome è Andrés Gil e il 28 e 29 luglio verrà giudicato nell’udienza di primo grado in un’udienza pubblica che si terrà al Palazzo di Giustizia di Barrancabermeja, culla del malaffare, incrocio di paracos e mafia, luogo lugubre e pericoloso. Venne arrestato il 29 settembre 2007. Un gruppo di soldati e di agenti del Das, la polizia segreta colombiana, lo prelevarono dalla vereda San Lorenzo, comune di Cantagallo, nel cuore della Zona di riserva contadina della Valle del fiume Cimitarra. Era reduce da una grande mobilitazione contadina che era arrivata fino alle porte di Palazzo Narino, dove aveva trattato con il governo quale portavoce dei contadini, per i quali aveva siglato anche alcuni accordi per cercare di superare la crisi umanitaria della regione. Poco dopo, era dietro le sbarre. Con lui, Evaristo Mena e Óscar Duque, ora tornati in libertà.

Era ormai da troppo tempo un personaggio scomodo Andrés per una Colombia dove i diritti umani sembrano essere optional per pochissimi. Già dal 1996, quando era tra gli attivi promotori delle marce che mobilitarono tutto il Magdalena Medio, per poi passare alla testa di quello che fu un vero e proprio esodo contadino nel 1998, Gil si guadagnò i primi posti della cosiddetta Lista Negra, un elenco lungo lungo di personaggi troppo impegnati nel sociale per poter sopravvivere nella Colombia dei tempi nostri. E così, via alle minacce, alle persecuzioni, agli arresti, agli esodi, a una vita blindata, assurda, dove il tuo aguzzino non è niente altri che lo Stato. "Prigioniero politico, Andrés è un prigioniero politico. Lo rivogliamo tra noi. Lui e gli altri nostri compagni", non si stancano di dirlo i contadini dell’Acvc. E a loro fanno eco le altre associazioni campesinas. Un coro insistente, resistente, che Prensa Rural, il giornale del movimento contadino colombiano, cerca di diffondere fuori dalla cortina colombiana.

Il capo di imputazione è ’rebelión’, ma, come spiega Cesar Jerez, direttore di Prensa Rural, è il prodotto di un montaggio giudiziale, basato su testimonianze di informatori pagati dal Das e dall’esercito. E, come dirigente dell’Acvc è beneficiario di misure cautelari stabilite dall’Organizzazione degli Stati Americani.

Adesso tutte le famiglie dei 25 mila campesinos iscritti all’Acvc stanno con il fiato sospeso. In pena per il loro lider che attende sentenza, ma fieri di quello sguardo sicuro e forte, che mai ha tremata di fronte all’ingiustizia, del loro Andrés, compañero en resistencia.