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Colombia, nasce il movimento che sfida la vecchia politica corrotta
Stella Spinelli / lunedì 23 aprile 2012
 

Un nuovo movimento sociale e politico sta cercando di farsi spazio nello scenario nazionale, nell’intento di rivoluzionare la maniera di far politica in Colombia. Si chiama Marcha Patriótica e nasce dalla “confluenza di organizzazioni sociali e popolari che hanno deciso di avanzare conformando un movimento il cui obiettivo è rivendicare temi abbandonati dalla politica tradizionale, quali l’educazione, la terra, la democrazia, il lavoro degno e la salute”. A spiegarlo è Andrés Gil dell’Associazione contadina della Valle del fiume Cimitarra, uno dei gruppi più strutturati e determinati del paese, vincitore anche del premio nazionale di Pace 2010. Sarà Gil, infatti, insieme a David Flores – leader degli studenti dell’Università Nazionale – il portavoce della Marcha. “Sono più di 1500 in 26 dipartimenti del paese le associazioni che fanno parte di questo grande movimento – spiega -. Vogliamo sovvertire la tradizione politica del caudillismo. Tutti noi apparteniamo a un collettivo che non vuole avere a che fare con la creazione di singole personalità. Avremo solo dei portavoce che ruoteranno, perché tanti e diversi sono i leader coinvolti”.

La Marcha, che sarà lanciata ufficialmente domani e domenica, ha già ottenuto l’appoggio di personaggi chiave del mondo politico colombiano: si va dalla senatrice Gloria Inés Ramírez del Polo democratico alternativo, alla combattiva Gloria Cuartas, ex sindaco del martoriato Apartadó ed ex senatrice appartenente alla Ong Colombianos y Colombianas por la Paz della quale è leader Piedad Córdoba, fautrice del più costruttivo dei dialoghi mai tentati con le Farc e anche lei strenua sostenitrice del nuovo movimento.

A finanziarlo, una grande “mucca” nazionale – come la definisce Gil – nella quale le distinte delegazioni regionali hanno concentrato i propri sforzi. “Con questo metodo abbiamo racimolato un milione di buoni per un valore di 5mila dollari – spiega – e questo dimostra che unirci per uno stesso fine è la strada per far tornare grandi le nostre lotte. Ci hanno più volte avvertito che per ottenere visibilità occorre molto denaro, ma che sia chiaro che se questo significa scendere a patti con oscuri interessi noi scegliamo di non farci pubblicità”.

Un movimento, questo, che già dimostra di restare indigesto al Governo e quindi all’Esercito. Ancora prima dell’uscita ufficiale, infatti, cominciano a rincorrersi le voci che si tratti di un partito filo-Farc, la tipica accusa che in Colombia si usa per screditare personaggi scomodi e per lasciare libera azione a chi li vuole eliminare. Ad accusare Marcha Patriótica di essere “infiltrata” dalla guerriglia è stato, infatti, il generale Sergio Mantilla, comandante dell’Esercito, che non ha certo perso tempo. E a diffondere questa lettura forzata degli eventi è stata Colombia Estéreo, l’emittente ufficiale dell’Esercito.

“Questo non ci stupisce – precisa Flores – perché ogni volta che c’è un’iniziativa grande e importante che minaccia la politica classica arriva questo tipo di segnalazione. Ma noi colombiani siamo stanchi che tre giorni prima di ogni mobilitazione sociale appaia un computer sequestrato dagli 007 militari nel quale ci sono documenti che ci accusano di quello o di quell’altra cosa. Chiediamo al Governo che questo non accada più e facciamo ricadere su di lui la responsabilità di qualsiasi cosa accadrà ai membri di Marcha Patriótica”. “Invitiamo – aggiunge Gil – il presidente Santos e l’establishment militare a dimostrare quanto stanno affermando, ma li invitiamo anche a conoscerci e a sedersi per ascoltarci”.

L’atteggiamento dell’esercito – secondo quanto denuncia la delegazione Norte de Santader che ha subito direttamente le pesanti accuse della radio militare – dimostra che il suo interesse e quello dello Stato non è altro che azzittire l’immensa moltitudine di colombiani stanchi delle invenzioni per depistarci dalla verità e continuare a governare senza problemi. Ci appelliamo alla comunità internazionale affinché seguano costantemente questa nostra iniziativa, fatta da un popolo che cerca di uscire democraticamente dal conflitto senza che altro sangue venga versato”.

Tra sabato e domenica, dunque, nel centro convegni Gonzalo Jiménez de Quesada di Bogotá, 3.500 delegati di tutto il paese e 100 delegati internazionali si riuniranno per costruire i principi del movimento. Lunedì, invece, si terranno appuntamenti culturali, artistici e politici. “Marceremo fino a piazza de Bolívar dove con allegria, canti e balli battezzeremo questo movimento sociale – spiega Gil -. Ci sarà infatti un gran concerto. Sarà una giornata di festa per dar vita a un movimento che promette di fare una politica diversa”.